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Vite a credito

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Giuppy d'Aura
Ha trentré anni e nella vita si occupa di comunicazione e marketing, attività che ha svolto sia nel mondo del cinema che nel mondo della moda. Ha una laurea magistrale in Storia del Cinema presa a Roma Tre, e una in Storia e Teorie della Moda, presa a Londra al London College of Fashion. A Londra ha vissuto per molti anni. La sua carriera nella scrittura è cominciata quando da adolescente scriveva poesie; è così che ha conosciuto le case editrici a pagamento, di cui narra nel romanzo in modo così poco lusinghiero. Divenuto più adulto, ha proseguito il proprio percorso nella scrittura firmando diversi lavori per il regista Luca Guadagnino (uno dei quali, Inconscio Italiano, è un documentario sull’occupazione Italiana in Etiopia); ha anche pubblicato suoi articoli su diverse piattaforme sia italiane che non, sia cartacee (Domus Moda; Grazia Russia; Rolling Stone), che online.

Vite a credito: una storia coraggiosa
Una storia coraggiosa, 
che tocca tutta 
una generazione nel profondo...
L’ultimo rapporto Demopolis, condotto per conto di Oxfam, ha dimostrato che una percentuale altissima di giovani italiani, tra i 18 e i 34 anni, è ben conscia che la generazione di cui fa parte avrà un futuro, un lavoro e una retribuzione peggiori di quella precedente. Il valore si attesta a ben olte il 70%, dimostrando che in Italia lo sconforto è alto, le speranze dei giovani sono inestistenti, e per questa ragione, probabilmente, nel 2017 circa 250 mila Italiani hanno lasciato il nostro Paese**. Circa il 30% di questi sono laureati, e/o con titolo di studio superiore. Cosa c’entrano questi tristi dati con la storia di Alex, il protagonista di Vite a credito? Molto, tanto, visto che Alex appartiene ad entrambe le categorie: i giovani sfiduciati, e i laureati immigrati. E qui c’è una prima novità: forse, ricordandosi di essere l’erede del rinascimentale faber fortunae suae, il nostro non si accontenta di essere solo un numero in una grigia statistica, ma desidera piuttosto divenire parte attiva della società in cui vive. Vuole il proprio posto al sole: perché ha la cultura, l’intelligenza, il desiderio e la forza di occuparlo. 

Non solo: Alex ha anche ambizioni artistiche. Vuole diventare uno scrittore famoso. È inoltre gay: così, nella meravigliosa e decadente Roma, viene avvicinato da un sedicente editore. Questi, appartenente a quella ricca borghesia senza pensieri che Alex tanto aborre, oltre a lavorare in un comodo posto al Ministero, si diletta pure a praticare la tanto vituperata editoria a pagamento. Nel caso di Alex, la pecunia viene sostituita dal sesso: l’editore, tipico “borghese in diniego”, come il giovane protagonista non manca di definirlo, vuole provare un rapporto omosessuale; che Alex, nella foga di diventare uno scrittore famoso, non tarda a regalargli. Il risultato di quella prima prostituzione sulla strada della gloria è la pubblicazione delle poesie del protagonista. Che, come egli stesso ammette, avrebbero fatto meglio a rimanere nel cassetto. 
Soldi, successo, fama, sesso: 
cosa significa, oggi, la ricerca della felicità?
 
Il fallimento incombe inesorabile
sulla vita di Alex:
come farà a rialzarsi, stavolta?...
 
Tuttavia si può scendere anche più in basso: sottopagato, senza più la borsa di studio di salvaguardia, Alex, privo di sostegno familiare, è costretto a emigrare a Londra. Qui, paradossalmente, diventa anche più povero. Il suo stipendio da commesso non gli consente di acquistare tutto quel meraviglioso superfluo che la capitale inglese gli mette continuamente sotto il naso. Anche qui, ascensore zero. Così, in un moto di eroismo, Alex decide di compiere tutto il proprio viaggio al termine della notte. Comincia a vendersi. A prostituirsi.

E “fallimento” è appunto il grande innominato nel corso di tutto il romanzo. Alex non viene salvato dall’amore, dal lavoro, dai soldi, dal successo. Perde tutto in successione, e spetta solo a lui il triste compito di raccogliere i cocci di una vita forse troppo grande per essere racchiusa nelle gualcite pagine che la società offre.
Al girono d’oggi, è doveroso pubblicare e leggere una storia come questa. Perché è evidente che dietro Alex, dietro i suoi desideri di rivincita e riscatto sociale, ci sono tutti i giovani delle statistiche di cui sopra. Nel romanzo, pubblicare il libro di successo diventa metafora di tutti coloro che oggi cercano, più che il successo, un posto che sia loro confacente nella società attuale.
Roma, Londra, Milano, New York:
perché emigriamo?
Dov'è il nostro posto nel mondo?...
 
 
 
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