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Cultural Heritage

Architettura
 
 
 
 
 
 
La Collana raccoglie contributi su temi riguardanti la tutela, la conservazione, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale nei suoi aspetti più generali e nei suoi ambiti più specifici. Ciò attraverso apporti sia teorici sia operativi che affrontino la conoscenza dei beni culturali, ne propongano azioni di conservazione e valorizzazione, ne suggeriscano strategie di gestione, ne consiglino adeguati canali divulgativi. Confluiscono qui saggi sul paesaggio e sulle strutture urbane; sui giardini e i parchi storici; sul patrimonio archeologico e su quello ridotto allo stato di rudere; sull’architettura storica e su quella appartenente al cosiddetto “movimento moderno”; sul patrimonio diffuso avente caratteri tradizionali (rurali, montani, vernacolari).                        
IL DIRETTORE

Emanuele Romeo è professore ordinario di Restauro presso il Politecnico di Torino. Coordinatore del Dottorato di Ricerca in "Beni architettonici e del paesaggistici" nonché docente della Scuola di Specializzazione in "Beni architettornici e del Paesaggio", è titolare nei corsi di "Teoria, storia e tecniche del restauro" e di "Restauro e metodologie per la conservazione". Svolge studi sulla teoria e sulla metodologia del progetto di rrestauro ed è stato responsabile di progetti di ricerca sulla conservazione del patrimonio archeologico classico e medievale in Italia e all'estero. In questa stessa collana ha pubblicato: Patrimonio e tutela in Italia. A cinquant'anni dall'Istituzione della Commissione Franceschini (con A. Longhi) 2017; Memoria, conservazione, riuso del patrimonio industriale. Il caso studio dell'IPCA di Ciriè 2015; Riflessioni sulla conservazione del patrimonio archeologico (con E. Morezzi e R. Rudiero) 2014; Che almeno ne resti il ricordo (con E. Morezzi) 2012; Paesaggi culturali. Cultural landscapes (con M. A. Giusti) 2010.

           
IL COMITATO SCIENTIFICO

Paolo Cornagliaarchitetto, dottore di ricerca in Storia e critica dei Beni architettonici e ambientali, diplomato presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, è professore associato di Storia dell’architettura presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Svolge attività di ricerca sul tema della residenza nobiliare e di corte dal XVII al XIX secolo, focalizzando gli ambiti dell’architettura, della distribuzione, della decorazione e dei giardini. È membro del Comitato scientifico del Centro Studi del Consorzio La Venaria Reale. Tra le pubblicazioni: Giuseppe Battista Piacenza e Carlo Randoni. I Reali Palazzi tra Torino e Genova (1773-1831), Torino 2012; Budapest. Architettura, città e giardini tra XIX e XX secolo, Celid, Torino 2013. Ha curato inoltre Viaggio nei giardini d’Europa. Da Le Nôtre a Henry James, Venaria Reale 2019 (catalogo della mostra, con Vincenzo Cazzato) e Il giardino del Palazzo Reale di Torino. 1563-1915, Firenze 2019


Başak İpekoğlu is a professor and since 1996 has been the head of Department of Architectural Restoration in the Faculty of Architecture, at Izmir Institute of Technology (IZTECH). She received her M.Sc. (1981) and Ph.D. (1993) degrees from Middle East Technical University, Faculty of Architecture. She attended the Course on Stone Conservation organized by UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organisation), Venice – Italy in 1979 and Preventive Conservation in Museums organized by ICCROM (International Centre for the Study of the Preservation and the Restoration of Cultural Property), Rome – Italy in 1982. She worked as an architect in private and public organizations in Turkey between 1981-1989. She particularly contributes to education on the issue of historic conservation and has been involved in many researches and conservation projects since 1990 and assumed responsibility for the conservation of numerous historic buildings in İzmir, Turkey. 

Emanuele Morezziricercatore Universitario in Restauro presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Dopo la laurea in architettura (2007) ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Beni Culturali presso il Politecnico di Torino nel 2011. Ha vinto, per due anni consecutivi (2012, 2013), un assegno di ricerca presso il Dipartimento Architettura e Design inerente la valorizzazione dei beni culturali. Dal 2011 a oggi è titolare del corso di Teoria e Storia del Restauro e dell’Atelier di Restauro nei corsi di laurea in Architettura del Politecnico di Torino. È stato visiting professor ed ha svolto attività di docenza alla Aleppo University of Architecture (2011), al Pratt Institute di New York (2015), alla Yildirim Beyazit Univerzitesi di Ankara (2018) e alla University of Architecture di Belgrado (2019). Dal 2019 è membro del Collegio di Dottorato in Beni Architettonici e Paesaggistici. È autore di monografie e articoli scientifici su tematiche inerenti la conservazione dell'esistente, il restauro dei beni culturali e la tutela del paesaggio. Rivolge le proprie ricerche alla conservazione degli edifici allo stato di rudere, alla valorizzazione dell'architettura storica e alla teoria del restauro.

Zsuzsanna Ordasi, professore associato di Storia dell’arte presso l’Università Pannon (Veszprém, Ungheria), è studiosa dei rapporti culturali, in campo architettonico e artistico, tra l’Italia e l’Ungheria nei secoli XIX-XX. È autrice di più ricerche in tale ambito e ha pubblicato numerosi saggi sull’architettura e sull’arte italiana in Ungheria e su artisti e architetti ungheresi in Italia. Tra le sue pubblicazioni in italiano: Continuità ed identità. I cambiamenti di significato dei documenti della storia, in La cultura alle soglie del Millennio (a cura di Giorgio Pressburger, Noran, Budapest 2000); Károly Kós, l’architetto e la tradizione popolare transilvana in architettura, in Károly Kós, La Transilvania. Storia e cultura dei popoli della Transilvania (a cura di Roberto Ruspanti, Rubbettino, Catanzaro 2000); Gli anni romani dell’architetto József Vágó, in L’italianistica in continuo rinnovo: nuove officine, nuovi risultati, JGYFK, Szeged, 2001; Rappresentazioni di Buda e Pest su stampe nei secoli XV-XVII, in Europa moderna (a cura di Cesare De Seta, Electa Napoli, 2001); La trasparenza come idea guida nell’architettura di Giuseppe Terragni, in Avanguardie del mondo: che fine hanno fatto? (a cura di Giorgio Pressburger, Istituto Italiano di Cultura per l’Ungheria, Budapest 2002). 


Riccardo Rudiero, dottore di ricerca in Beni Architettonici e Paesaggistici, è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Architettura e Design (DAD) del Politecnico di Torino. Professore a contratto presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, è titolare del Laboratorio di Restauro I per il Corso di Laurea Magistrale, quinquennale a ciclo unico in Architettura. Da anni approfondisce temi sul coinvolgimento della cittadinanza nei processi conservativi e sulla pubblicizzazione del patrimonio; tra gli esiti di queste ricerche, si segnala il progetto divulgativo sul cantiere di restauro di Rocca San Silvestro (coordinato da UniFi, UniSi e UniPv) e di Bagni di Petriolo (in collaborazione con UniFi e UniSi). Si è occupato e si occupa di temi riguardanti la memoria e l’identità; in particolare studia le dinamiche di patrimonializzazione dei Beni Culturali all’interno di territori legati ad alcune minoranze religiose, proponendo strategie per la loro conservazione e valorizzazione. A queste tematiche, associa la ricerca nel campo del restauro degli edifici allo stato di rudere, sia classici sia medievali. Ha partecipato, in qualità di esperto nel settore Restauro, al Taller Internacional de Cartagena de Indias (Colombia), coordinato rispettivamente dalla Universidad de los Andes (2017) e Jorge Tadeo Lozano (2019), nell’ambito del progetto di Internazionalizzazione della ricerca Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Tra le pubblicazioni si segnala la monografia Riflessioni sulla conservazione del patrimonio archeologico (con E. Romeo ed E. Morezzi, 2017).


José Ramón Ruiz-Checa is architect and civil engineer (UPV University, 1999) associate professor (PhD. 2012) at Faculty of Architecture, of Polytechnic University of Valencia-Spain, where he has been working since 2007. Actually he teaches construction and patrimonial managing both in graduate and postgraduate courses, also online (MSc. Architecture 2006, MSc. Pedagogy 2009). He has extensively published papers and texts on architectural conservation and construction materials, and he has joined several studies, projects and interventions for the preservation of monuments, historical and vernacular architecture in Spain. 




Valentina Russoarchitetto, Ph.D. in Conservazione dei beni architettonici, è Professore ordinario di Restauro nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove insegna Fondamenti di Restauro e Laboratorio di Restauro. Nello stesso Ateneo coordina il Master universitario di II livello in Restauro e Progetto per l'Archeologia, è docente di Storia del Restauro nella Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio ed è membro del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Architettura. Partecipa e coordina ricerche, finanziate dal MIUR, dall’Ateneo fridericiano e da Enti locali, inerenti le problematiche storico-critiche e la progettazione del restauro. È referente, per l’Università di Napoli, di scambi internazionali con le Università di Valencia, Lyon, Izmir e di Antwerp. Relatrice in numerosi Convegni nazionali e internazionali, corrispondente e peer-reviewer di riviste specialistiche nazionali e internazionali, è autrice di monografie (Sant’Agostino Maggiore. Storia e conservazione di un’architettura eremitana a Napoli, 2002; Giulio Carlo Argan. Restauro, critica, scienza, 2009; Il doppio artificio. La cupola della Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli tra costruzione e restauri, 2012; Dallo stile alla storia. Adolfo Avena e il restauro dei monumenti tra Ottocento e Novecento, 2018), curatele e oltre cento contributi incentrati sugli aspetti teoretici, storico-critici e progettuali del restauro architettonico e del paesaggio.


Arnaud Timbert, Dottore di ricerca in Storia dell’arte medievale, è professore ordinario nella medesima materia presso l’Université de Picardie Jules-Verne dal 2017, nonché membro del Laboratorio TRAME (ea 4284). È stato Conseiller scientifique dell’Institut National d’Histoire de l’Art a Parigi (INHA), di cui ha diretto il settore “Storia dell’architettura” dal 2015 al 2017. Ha insegnato come visiting professor presso le Universités Laval in Québec (2009-2010), l’Università di Kyôto (2010) e il Politecnico di Torino (2016, 2018 e 2019). Nell’ambito della sua ricerca, che si incentra sulla comprensione delle realtà materiali del cantiere, ha pubblicato come autore o curatore una decina di libri sui materiali e le tecniche costruttive (complesso abbaziale di Vézelay, cattedrale di Noyon) e sui restauri (castelli di Pierrefonds e Pupetières). Ha altresì al suo attivo lavori di storiografia architettonica, tra cui l'edizione critica del carteggio di Louis Grodecki (1910-1982) nel 2019 e la pubblicazione del volume L'Architecture et ses historiens: des Ego-histoires et des Vies (previsto per il 2020).
Arnaud Timbert, est docteur en Histoire de l’art médiéval,  professeur d’Histoire de l'art médiéval à l'université de Picardie Jules-Verne depuis 2017, ancien de l’INHA pour le domaine « Histoire de l’architecture » qu’il a dirigé de 2015 à 2017, il est enfin membre du laboratoire trame (ea 4284). Il a enseigné comme professeur invité aux Universités Laval à Québec (2009-2010), de Kyôto (2010) et de Turin (2016, 2018 et 2019). Soucieux d’appréhender les réalités matérielles du chantier, il a signé ou dirigé une dizaine d'ouvrages sur les matériaux et les techniques de construction (abbatiale de Vézelay et cathédrale de Noyon) et de restauration (châteaux de Pierrefonds et de Pupetières). Il a par ailleurs inauguré un travail d’historiographie de l’architecture par une édition de la correspondance de Louis Grodecki (1910-1982) en 2019 et l’édition d’un volume L’Architecture et ses historiens : des Ego-histoires et des Vies (à paraître en 2020).


Grazia Tucciarchitetto, phd in Scienze Geodetiche e Topografiche, è Professore Associato di Topografia e Cartografia presso l'Università degli Studi di Firenze, dove insegna Topografia e Sistemi informativi Geografici, Telerilevamento e Geomatic for built heritage conservation. Membro del collegio docenti dell’International PhD Course Civil and Environmental Engineering.
È Associate Member del CIPA Heritage Documentation Executive Board e Membro del Comitato Nazionale ICOMOS Italia; co-chair nel WG V/1 “Multi‐level Education & Training – Curriculum Development and Methodology” dell’ISPRS. Dirige il laboratorio GECO le cui attività sono rivolte principalmente alla documentazione, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale con tecnologie innovative, e il laboratorio SCHEMA indirizzato alla conoscenza e al monitoraggio del territorio e delle infrastrutture ai fini della gestione del rischio. Nell’ambito di progetti nazionali e internazionali ha rilevato importanti complessi monumentali quali la Fortezza da Basso, il Battistero di San Giovanni e la Galleria dell’Accademia a Firenze, la Torre del Mangia a Siena, le Torri di San Gimignano, la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Autrice di oltre 170 pubblicazioni nel settore della Geomatica applicata ai Beni Culturali.



Patrimonio e tutela in Italia. A cinquant’anni dall’istituzione della Commissione Franceschini (1964-1967)


a cura di Emanuele Romeo

ISBN 978-88-85629-55-4
edizione: luglio 2019
euro 40,00 

La letteratura sui beni culturali offre un panorama amplissimo di metodi, 
strumenti ed esiti di ricerca, ma raramente gli studiosi e i professionisti hanno modo di misurarsi organicamente con i fondamenti teorici, politici e sociali del proprio agire.
I lavori della Commissione Franceschini hanno costituito uno dei momenti più alti della riflessione sul patrimonio italiano, unendo in modo esemplare afflato teoretico, passione civile, attenzione normativa ed esperienza operativa.





Memoria, conservazione, riuso del patrimonio industriale. Il caso studio dell’IPCA di Ciriè

a cura di Emanuele Romeo

ISBN 978-88-85629-54-7
edizione: luglio 2019
euro 38,00 

Un sistema fragile e complesso, comprendente singoli edifici e realtà urbane o territoriali, che molti hanno paragonato al patrimonio archeologico a tal punto 
che oggi la disciplina che ne studia i molteplici aspetti storici e le potenzialità funzionali è conosciuta come “archeologia industriale”. Proprio per questo come nel campo dei beni archeologici, gli impianti produttivi dismessi – siano essi antichi e di più recente costruzione – meritano accurate indagini conoscitive e diagnostiche; interventi di restauro attenti alla preesistenza e miranti alla conservazione della memoria storica del manufatto materiale e dei suoi valori immateriali; azioni di valorizzazione attraverso usi compatibile sostenibili soprattutto culturalmente e socialmente.



Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc. Contributi per una rilettura degli scritti e delle opere (1814 - 2014)

a cura di Emanuele Romeo

ISBN 978-88-85629-48-6
edizione: maggio 2019
euro 50,00 

Il volume contribisce alla "rivalutazione del pensiero e dell'opera del restauratore francese. Un doveroso omaggio a Viollet-le-Duc, per rivedere, grazie a una maggiore
consapevolezza e ricchezza di materiali, la figura di studioso e architetto, con la finalità di porre in evidenza aspetti poco noti o addirittura inediti della sua personalità che emerge magiormente nelle sue battaglie politiche e sociali; nella sua professionalità nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio non solo medievale; nella sua capacità di influenzare la formazione di molti suoi contemporanei lasciando un'eredità solida a quanti, a distanza di anni, seppero tradurre i suoi studi e le sue intuizioni in soluzioni formali e tecnologiche innovative e rivoluzionarie.

Riberi 6. Ricerca progettuale per il riuso e il rinnovo di una porzione di tessuto urbano di matrice storica a Torino


ISBN 978-88-85629-16-5
edizione: aprile 2018
euro 18,00 

Il caso proposto in questo volume porta alla luce il tema dei manufatti “dimenticati” e privati delle loro funzioni originarie. La ricerca interessa un’area stratificata e caratterizzante il tessuto storico
 
della città di Torino nei pressi della Mole Antonelliana, ma anche di importanti edifici contemporanei, dove si contrappone l’abbandono funzionale e fisico di un edificio che ne costituisce parte integrante: via Riberi 6. Nell’attività di studio si è realizzato un Workshop-concorso che ha coinvolto studenti appartenenti ai corsi di laurea in architettura, oltre a ricercatori, docenti e professionisti affrontando sotto molteplici aspetti il tema della riconfigurazione compositiva e formale, indagandone le origini e le connessioni, ma anche verificando la fattibilità dell’intervento e i soggetti da coinvolgere, primo fra tutti la cittadinanza.

Accessibilità e fruibilità 
nei luoghi di interesse culturale


ISBN 978-88-85629-17-2 
sec. edizione: maggio 2018
euro 18,00 

Il volume raccoglie i contributi didattici e gli esiti del workshop “Cities for All: Accessibilità e fruibilità nei luoghi di interesse culturale”, rivolto agli studenti dei corsi di laurea triennali e magistrali
dell’Area dell’Architettura e del Design del Politecnico di Torino e incentrato sulle tematiche dell’accessibilità e fruibilità dell’ambiente costruito e del Design for All.
Nello specifico, attraverso il caso studio di Villa della Regina a Torino, sono stati affrontati i temi sempre più presenti nel dibattito internazione, del turismo per tutti, dell’accessibilità al settore museale, della fruibilità degli edifici e luoghi di rilevanza storica, artistica e culturale, inserendosi nel più complesso ambito di ricerca del rapporto tra conservazione e accessibilità del patrimonio culturale.

Occasioni di dialogo
Progetto di recupero urbano a Vinovo: la Piccola Casa della Divina Provvidenza


ISBN 978-88-85629-31-8 
pag. 128
euro 20,00 

Ragionare sulle potenzialità di trasformazione di un bene culturale, sul suo processo di valorizzazione e sul suo contesto, è l’occasione per elaborare un progetto di recupero per la Casa della Divina Provvidenza a Vinovo (TO) ormai dismessa dal 2014. 
L’urgenza di un nuovo ruolo da assegnare a questo comprensorio di valore storico composto da più edifici in prossimità del centro, stimola la prefigurazione di scenari percorribili. Dal confronto di esperienze, verifiche sul campo, individuazione, ascolto e “mappatura” degli stakeholders, si delineano nuove destinazioni compatibili ai manufatti esistenti. Un percorso metodologico di conoscenza e verifica permanente delle proposte con gli attori insediati sul territorio è un modo per presentare alla pubblica amministrazione e alla collettività gli esiti di un workshop dedicato ai nuovi iscritti delle Lauree Magistrali di Architettura.

 
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