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Cultural Heritage

Architettura
 
 
 
 
 
 
La Collana raccoglie contributi su temi riguardanti la tutela, la conservazione, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale nei suoi aspetti più generali e nei suoi ambiti più specifici. Ciò attraverso apporti sia teorici sia operativi che affrontino la conoscenza dei beni culturali, ne propongano azioni di conservazione e valorizzazione, ne suggeriscano strategie di gestione, ne consiglino adeguati canali divulgativi. Confluiscono qui saggi sul paesaggio e sulle strutture urbane; sui giardini e i parchi storici; sul patrimonio archeologico e su quello ridotto allo stato di rudere; sull’architettura storica e su quella appartenente al cosiddetto “movimento moderno”; sul patrimonio diffuso avente caratteri tradizionali (rurali, montani, vernacolari).                        
IL DIRETTORE

Emanuele Romeo è professore associato confermato di Restauro presso la Facoltà di Architettura II del Politecnico di Torino. Docente del Dottorato di Ricerca in Beni Culturali del Politecnico di Torino e docente nonché Vice-Direttore della Scuola di Specializzazione in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e del Paesaggio sempre presso lo stesso Ateneo. È titolare dei corsi di Teoria, Storia e Tecniche del Restauro e di Restauro e metodologie per la Conservazione presso i Corsi di Laurea in Architettura. Tra le pubblicazioni si ricordano: Instaurare, reficere, renovare. Tutela, conservazione, restauro e riuso prima delle codificazioni ottocentesche, Celid Editore, Torino 2007; Problemi di conservazione e restauro in Turchia. Appunti di viaggio, riflessioni, esperienze, Celid Editore Torino 2008; Paesaggi culturali (con M.A. Giusti) (Aracne, 2010); Che almeno ne resti il ricordo. Riflessioni sulla conservazione del patrimonio architettonico e paesaggistico (con E. Morezzi) (Aracne, 2012).            
IL COMITATO SCIENTIFICO

Paolo Cornaglia, architetto, Dottore di ricerca in Storia e critica dei Beni architettonici e ambientali, diplomato all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, è ricercatore presso il Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino. Titolare, come professore aggregato, di corsi di Storia del Giardino e di Storia dell’architettura, svolge attività di ricerca e ha pubblicato articoli, saggi e monografie sul tema della residenza nobiliare e di corte in Piemonte dal Seicento all’Ottocento, focalizzando gli ambiti dell’architettura, della distribuzione, della decorazione e dei giardini, con particolare attenzione al giardino alla francese. Si occupa inoltre di architettura a cavallo tra XIX e XX secoli a Budapest e in Ungheria. Tra le pubblicazioni si segnalano: Giardini di marmo ritrovati, La geografia del gusto in un secolo di cantiere a Venaria Reale, 1699-1798, Lindau, Torino, 1994; Giuseppe Battista Piacenza e Carlo Randoni. I Reali Palazzi fra Torino e Genova (1773-1831) (CELID, Torino 2012); Budapest. Architettura, città e giardini tra XIX e XX secolo, Celid, Torino 2013. 


Başak İpekoğlu is a professor and since 1996 has been the head of Department of Architectural Restoration in the Faculty of Architecture, at Izmir Institute of Technology (IZTECH). She received her M.Sc. (1981) and Ph.D. (1993) degrees from Middle East Technical University, Faculty of Architecture. She attended the Course on Stone Conservation organized by UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organisation), Venice – Italy in 1979 and Preventive Conservation in Museums organized by ICCROM (International Centre for the Study of the Preservation and the Restoration of Cultural Property), Rome – Italy in 1982. She worked as an architect in private and public organizations in Turkey between 1981-1989. She particularly contributes to education on the issue of historic conservation and has been involved in many researches and conservation projects since 1990 and assumed responsibility for the conservation of numerous historic buildings in İzmir, Turkey. 

Emanuele Morezzi, architetto, Dottore di ricerca in Beni Culturali, è stato assegnista di ricerca, per due anni (2011-2013), presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, approfondendo temi riguardanti la rifunzionalizzazione e la valorizzazione dei siti e dei ruderi archeologici. Professore a contratto presso la Facoltà di Architettura dello stesso Ateneo, ha tenuto il corso di Fondamenti di Restauro e di Teoria, Storia e tecniche del Restauro. È attualmente titolare dell’Atelier di Restauro presso la Laurea Magistrale in “Architettura per la Sostenibilità”. Esperto di questioni riguardanti la sostenibilità nei progetti di conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali, rivolge i propri interessi verso lo studio dei paesaggi agrari e proto-industriali con riferimenti puntuali a realtà sia nazionali sia internazionali. Tra le pubblicazioni si segnalano: Roberto Pane e l’istanza psicologica: sviluppi di un concetto nel caso-studio di Hiroshima, in S. Casiello, A. Pane, V. Russo (a cura di), Roberto Pane tra storia e restauro: architettura, città, paesaggio, (Venezia 2010); Conservare la Venustas: due architetture di Joao Luis Carrilho da Graça, in EURAU 10 (Napoli 2011); Che almeno ne resti il ricordo. Riflessioni sulla conservazione del patrimonio architettonico e paesaggistico (con E. Romeo, Aracne 2012); 


Zsuzsanna Ordasi, professore associato di Storia dell’arte presso l’Università Pannon (Veszprém, Ungheria), è studiosa dei rapporti culturali, in campo architettonico e artistico, tra l’Italia e l’Ungheria nei secoli XIX-XX. È autrice di più ricerche in tale ambito e ha pubblicato numerosi saggi sull’architettura e sull’arte italiana in Ungheria e su artisti e architetti ungheresi in Italia. Tra le sue pubblicazioni in italiano: Continuità ed identità. I cambiamenti di significato dei documenti della storia, in La cultura alle soglie del Millennio (a cura di Giorgio Pressburger, Noran, Budapest 2000); Károly Kós, l’architetto e la tradizione popolare transilvana in architettura, in Károly Kós, La Transilvania. Storia e cultura dei popoli della Transilvania (a cura di Roberto Ruspanti, Rubbettino, Catanzaro 2000); Gli anni romani dell’architetto József Vágó, in L’italianistica in continuo rinnovo: nuove officine, nuovi risultati, JGYFK, Szeged, 2001; Rappresentazioni di Buda e Pest su stampe nei secoli XV-XVII, in Europa moderna (a cura di Cesare De Seta, Electa Napoli, 2001); La trasparenza come idea guida nell’architettura di Giuseppe Terragni, in Avanguardie del mondo: che fine hanno fatto? (a cura di Giorgio Pressburger, Istituto Italiano di Cultura per l’Ungheria, Budapest 2002). 


José Ramón Ruiz-Checa is architect and civil engineer (UPV University, 1999) associate professor (PhD. 2012) at Faculty of Architecture, of Polytechnic University of Valencia-Spain, where he has been working since 2007. Actually he teaches construction and patrimonial managing both in graduate and postgraduate courses, also online (MSc. Architecture 2006, MSc. Pedagogy 2009). He has extensively published papers and texts on architectural conservation and construction materials, and he has joined several studies, projects and interventions for the preservation of monuments, historical and vernacular architecture in Spain. 




Valentina Russo, architetto, Ph.D. in Conservazione dei beni architettonici, è Professore associato di Restauro nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove insegna Fondamenti di Restauro e Laboratorio di Restauro. Docente nella Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, partecipa al Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Architettura e a ricerche, finanziate dal MIUR, dall’Ateneo fridericiano e da Enti locali, inerenti le problematiche storico-critiche e la progettazione del restauro. È referente, per l’Università di Napoli, di scambi internazionali con le Università di Lyon (Francia), di Izmir (Turchia) e di Antwerp (Belgio). Relatore in numerosi Convegni nazionali ed internazionali, corrispondente e peer-reviewer di riviste specialistiche nazionali e internazionali, è autrice di monografie (Giulio Carlo Argan. Restauro, critica, scienza, 2009; Il doppio artificio. La cupola della Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli tra costruzione e restauri, 2012) e oltre sessanta contributi incentrati sugli aspetti teorici, storici e progettuali del restauro architettonico e del paesaggio. 


Grazia Tucci, laureata con lode in architettura (Politecnico di Milano, 1992), Phd in Scienze Geodetiche e Topografiche (Politecnico di Milano, 1998), è dal 2005 Professore Associato di Topografia e Cartografia all'università degli Studi di Firenze. I temi di ricerca che caratterizzano il percorso scientifico si sono incentrati sulle discipline della misura e sulla loro applicazione al Patrimonio Costruito, introducendo, nel settore disciplinare di afferenza, il concetto di Geomatica per la Conservazione dei Beni Culturali. Da sempre obiettivo del suo specifico ambito d‘indagine è stato quello di rimarcare l’importanza primaria della “misura” e della sua “qualità”, necessarie sia alla descrizione dello stato di fatto, sia all’esame dei fattori di rischio cui è esposto il patrimonio costruito (e in particolare i monumenti), ai fini dello studio sia degli opportuni provvedimenti di salvaguardia che alla messa a punto di programmi manutentivi e di prevenzione del danno atteso, interpretandone le forme non attraverso una lettura storica e stilistica, ma sulla base della posizione, in un opportuno sistema di riferimento. Ha sempre perseguito l’obiettivo di sviluppare una rete nel settore dei Beni Culturali sia a livello locale che internazionale, anche attraverso Convegni dove è riuscita a far inserire tra gli argomenti essenziali quello dello Geomatica applicata ai Beni Culturali, ciò, per gli ultimi anni, con la presenza a Florens 2010, l’organizzazione di un’apposita sezione nel Cost2011, ed infine (ottobre 2012) di una specifica sezione del del Convegno internazionale Iconarc. È autrice di circa 130 pubblicazioni.


Riberi 6. Ricerca progettuale per il riuso e il rinnovo di una porzione di tessuto urbano di matrice storica a Torino


ISBN 978-88-85629-16-5
edizione: aprile 2018
euro 18,00 

Il caso proposto in questo volume porta alla luce il tema dei manufatti “dimenticati” e privati delle loro funzioni originarie. La ricerca interessa un’area stratificata e caratterizzante il tessuto storico della città di Torino nei pressi della Mole Antonelliana, 
 
ma anche di importanti edifici contemporanei, dove si contrappone l’abbandono funzionale e fisico di un edificio che ne costituisce parte integrante: via Riberi 6. Nell’attività di studio si è realizzato un Workshop-concorso che ha coinvolto studenti appartenenti ai corsi di laurea in architettura, oltre a ricercatori, docenti e professionisti affrontando sotto molteplici aspetti il tema della riconfigurazione compositiva e formale, indagandone le origini e le connessioni, ma anche verificando la fattibilità dell’intervento e i soggetti da coinvolgere, primo fra tutti la cittadinanza.

Accessibilità e fruibilità 
nei luoghi di interesse culturale


ISBN 978-88-85629-17-2 
sec. edizione: maggio 2018
euro 18,00 

Il volume raccoglie i contributi didattici e gli esiti del workshop “Cities for All: Accessibilità e fruibilità nei luoghi di interesse culturale”, rivolto agli studenti dei corsi di laurea triennali e magistrali
dell’Area dell’Architettura e del Design del Politecnico di Torino e incentrato sulle tematiche dell’accessibilità e fruibilità dell’ambiente costruito e del Design for All.
Nello specifico, attraverso il caso studio di Villa della Regina a Torino, sono stati affrontati i temi sempre più presenti nel dibattito internazione, del turismo per tutti, dell’accessibilità al settore museale, della fruibilità degli edifici e luoghi di rilevanza storica, artistica e culturale, inserendosi nel più complesso ambito di ricerca del rapporto tra conservazione e accessibilità del patrimonio culturale.

 
 
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